VALENTINA L FONTANA INTERVIEW

by giovedì, dicembre 17, 2015

Valentina, parlaci della tua passione per la moda: quando ha inizio?

Da bambina disegnavo abitini, vestivo le Barbie con attenzione, ma sognavo anche di fare la veterinaria o l’avvocato. Avrò avuto sedici anni quando entrai nella camera di mia zia Tina. Era in fondo al corridoio, sempre chiusa come se celasse chissà quale segreto. Sapevo che mia zia aveva una scuola di taglio e cucito, lavorava per il teatro e la televisione. La distanza e i suoi ritmi frenetici non avevano permesso di instaurare un rapporto confidenziale, ma l’attrattiva per quel luogo era talmente forte che mi fece vincere ogni timidezza e riserva. La porta mi venne aperta. Mi sentii come “Alice nel paese delle meraviglie.”Gli stimoli furono talmente tanti, che per dieci minuti rimasi immobile, non sapevo verso cosa dirigermi, a cosa dare la priorità. Riviste vintage imbustate, cataloghi di Valentino, Ferré e Ungaro, rotoli di tessuto mai visto prima. Tanti oggetti ammucchiati: un grammofono, una Singer a pedali, un vecchio telefono a parete. Mi persi per ore passando freneticamente da un libro ad un disco, da un numero di Vogue Italia del settantasei ad un cappellino in feltro con veletta. Ho sempre associato a questo evento il “CLICK” che mi ha fatto capire, quale fosse la strada che volevo percorrere.

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Quando hai maturato l’idea di creare un tuo brand?

Ho sempre sognato un marchio tutto mio, certo non avrei mai immaginato di fondarlo così presto. Dopo la laurea le prospettive in Italia non erano delle migliori, come non lo sono tuttora; i miei colleghi che si erano già affacciati al mondo del lavoro avevano perso entusiasmo e speranza. Ero timorosa che mi venisse risucchiata la passione, il mio sogno. Così ho fatto un biglietto per Londra solo andata, dove ho assistito una designer in tutte le fasi che portano alla realizzazione di una piccola collezione. Durante la mia permanenza in UK sono venuta a conoscenza della nascita di una piattaforma a Milano, che da supporto a giovani designer nella gestione del brand. Così è nato Valentina l Fontana.

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Come definiresti le tue creazioni?

Penso che la parola giusta sia CONTRASTO. Amo creare armonia tramite il contrasto di lunghezze, di forme, di materiali, di colori, di sensazioni visive e tattili. Nella collezione autunno/inverno 2015-16 ho accostato tessuti classici come la lana e l’organza a tessuti tecnici come il neoprene o all’ecopelle. La lucentezza dell’organza è abbinata all’opacità del neoprene, la freddezza tattile dell’ecopelle è associata al calore di una lana pettinata.

 

Cosa ti ispira?

Sono sempre stata una persona molto curiosa e ricettiva, l’ispirazione mi arriva all’improvviso, innescando un meccanismo che mi assorbe totalmente. Avendo una formazione umanistica, ho passato anni sopra a libri di storia dell’arte, del teatro e del cinema. Il mio immaginario è costellato da personaggi dl passato e opere d’arte, sono loro che nutrono la mia creatività.

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Capo must della collezione è il capospalla: cosa rappresenta nel tuo immaginario questo capo?

Non so bene come spiegarlo, il capospalla ha sempre esercitato un certo fascino su di me. Amo le stagioni calde, ma puntualmente ogni anno nel bel mezzo dell’estate affiora la nostalgia del freddo, il desiderio di coprirmi, di sentirmi protetta. Ecco, forse associo a questo capo d’abbigliamento al senso di protezione. Amo l’idea di far sentire una donna protetta e quale miglior modo se no di disegnare un capo che ti fa sentire a tuo agio quando lo indossi?

 

Qual è il tuo target di riferimento?

Quando progetto una collezione penso ad una donna audace, consapevole della propria femminilità, che ama attirare l’attenzione senza risultare eccessiva.

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Sei alla prima collezione: cosa si aspetta dal futuro una giovane designer come te?

Oggigiorno nel panorama fashion l’offerta è talmente vasta che emergere risulta una impresa titanica. Mi auguro che il perseverare su alcuni principi quali: Il Made in Italy, la qualità dei tessuti, l’accortezza nella confezione e l’attenzione al dettaglio, riacquisti il valore che aveva un tempo.

 

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