MOST INFLUENT MAN IN THE FASHION

by mercoledì, settembre 9, 2015

L’eleganza è da sempre considerata un attitudine, non solo appannaggio del sesso femminile. Sono molti infatti gli uomini che hanno decretato e decretano le regole del buon gusto, divenendo cosi’ veri trendsetter. Il loro pensiero è considerato alla stregua di un oracolo. L’Inghilterra annovera uno tra i piu’ noti influencer nella moda: Hamish Bowles. Classe 1963, dopo gli studi alla Central Saint Martins approda a Vogue America nel 1995 in qualita’ di editore internazionale. Ama gli abiti dal taglio impeccabile che arricchisce con dettagli insoliti, come i calzini e le cravatte coloratissime, accompagnate da sciarpe in morbida pashmina.

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Tra i suoi maestri di stile cita Anna Wintour, la madre e Cecil Beaton, nonché una vasta collezione di abiti d’epoca, spesso esposti al Met di New York, tra cui Worth e Balenciaga. Sempre l’Inghilterra, come è noto, fu la patria dei dandy, e Lord Brummel il capostipite. Il vero dandy. Personaggio schivo e introverso dalla battuta pronta, volgeva l’attenzione alla propria immagine con cura maniacale, al pari di un opera d’arte. Indossava frac blu con bottoni dorati, pantaloni color crema, cravatta inamidata e stivali neri con risvolto. Rifiutava le regole senza mai trasgredirle, attirava l’attenzione senza fare nulla, una personalita’ da cui emergeva una superiorita’ aristocratica. Dotato di grande cultura e intelligenza, frequentava i salotti londinesi come arbiter elegantiae, e, all’occorrenza, metteva in inferiorita’ l’interlocutore con una semplice battuta o uno studiato silenzio. Icona si stile odierna è considerato Lapo Elkann, nipote dell’altrettanto osannato Gianni Agnelli, che in fatto di stile ne sapeva molto.

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Appassionato di viaggi, Lapo adotta uno stile irriverente, con accostamenti audaci di stampe e colori, riadattando spesso i vestiti appartenuti al nonno. Un grande cultore della moda nei primi del ‘900 fu Gabriele D’Annunzio. Per il vate l’eleganza era un ossessione, tanto è che disegnava i capi per se stesso e le sue donne. Gli abiti erano confezionati in preziosi tessuti inglesi dal taglio impeccabile, e, si dice, possedeva 365 vestaglie da camera, una per ogni giorno dell’anno. Trasgrediva nei particolari, come la famosa camicia da notte con oblo’nel punto strategico, o le scarpe in vitello marrone con applicazioni di pelle a simbolo fallico. Negli anni ’60, durante il periodo della dolce vita, i playboy dettavano legge in fatto di eleganza e buone maniere. Il principe Alessandro Ruspoli, detto Dado era all’apice della celebrita’.

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Indossava giacche monopetto, camicie aperte, sciarpe dalle tinte vivaci e cappelli a tesa larga. La leggenda narra che fu visto passeggiare per i vicoli di Capri con un pappagallo sulla spalla, da qui il passaparola che lo porto’ alla notorieta’ del suo gesto. I giornali dell’epoca parlavano solo di lui, e i paparazzi lo seguivano dappertutto, ma il pappagallo non era altro che un corvo ferito che il principe stava portando a curare. Dado fu intimo di molti artisti, tra cui Dali’, Curzio Malaparte e Roman Polanski. Il suo motto era:” bisogna “morire” molte volte per imparare a vivere”. Non solo donne quindi a influenzare la moda, ma anche uomini dalla forte personalita’che con il loro stile hanno segnato un epoca.

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